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Test di classificazione modello GPAI

Si scorre con la rotella o trascinando il disegno; si ingrandisce con i pulsanti, con Ctrl e la rotella o con i tasti + e −. Il disegno in SVG · il modello in JSON, che si apre trascinandolo nell'editor dei diagrammi di flusso di PortLAB.

Come si legge

  • Rombo: una domanda, con la sua frase interrogativa accorciata; il testo intero è nella scheda Strumento. In grassetto, sopra, il passo.
  • Riquadro arrotondato: una risposta possibile; la freccia porta alla domanda che viene dopo o all'esito.
  • Terminale: un esito, con il suo titolo, nel colore del suo tono: verde favorevole, verde acqua aperto, blu informativo, ambra da approfondire, rosso critico, grigio neutro.
  • In corsivo, sotto una risposta: quello che scrive nello stato. «chiave ← valore» assegna, «chiave + valore» aggiunge a un elenco.

Che cosa fa chi usa la pagina

Nella scheda Strumento le domande arrivano una alla volta, raggruppate in sezioni. Chi lo usa sceglie una risposta e lo strumento passa alla domanda che quella risposta indica, oppure all'esito. Con Indietro torna alla domanda precedente, con Ricomincia riparte. A differenza delle pillole, una risposta non sceglie soltanto la strada: può anche registrare un'informazione, che più avanti servirà a decidere la strada o a comporre l'esito.

Qui le domande sono 20 e gli esiti 7; un cammino completo chiede da 1 a 16 risposte.

Il grafo in numeri

Domande20
Risposte46
Esiti7
Nodi raggiunti da più di una domanda11
Formagrafo orientato aciclico con radice
Cammini possibili325
Risposte lungo un cammino1–16

Che oggetto matematico è

Dal punto di vista matematico il percorso è un grafo orientato. I nodi sono le domande e gli esiti, gli archi le risposte: ogni risposta va da una domanda alla domanda o all'esito che viene dopo. Il grafo ha una radice, la prima domanda, da cui si raggiunge ogni nodo, e gli esiti sono le foglie, i nodi da cui non esce niente. È aciclico: nessuna risposta riporta a una domanda già fatta. Un percorso fatto sulla pagina è un cammino dalla radice a una foglia. Nel disegno le risposte sono riquadri, per farne leggere il testo; per il grafo sono archi.

Anche questo strumento è un grafo orientato aciclico con radice (11 nodi si raggiungono da più di una domanda), ma il grafo da solo non basta a dire dove si arriva. Le risposte scrivono in uno stato, un piccolo insieme di variabili (gpai, prov, sysrisk, contested, via), e gli esiti lo leggono. Il percorso è quindi un cammino nel grafo accompagnato da uno stato che si aggiorna a ogni arco, come in un automa con una memoria finita: l'esito dipende dall'intero cammino, non solo dal nodo d'arrivo.

Qui 11 nodi si raggiungono da più di una domanda. I tre esiti di classificazione (modello con rischio sistemico, standard, open source) leggono lo stato: chi è il fornitore (prov), da dove viene il rischio sistemico (via: la soglia di 10²⁵ FLOP, la designazione della Commissione o la modifica di un modello che lo aveva), che decide quale notifica serve, e se la classificazione è contestata (contested). Un modello con rischio sistemico (sysrisk) arriva sempre a quell'esito: il test lo controlla su tutti i 325 cammini.

I cammini si contano senza elencarli: una foglia vale 1, e ogni domanda vale la somma dei nodi a cui portano le sue risposte. È programmazione dinamica su un grafo aciclico, e il conto parte dalle foglie. Per lo stato invece bisogna percorrerli: i 325 cammini possibili li elenca il motore della pagina stesso, una risposta alla volta.

La revisione del 14 ottobre 2026

Lo strumento riproduceva l'originale; il 14 ottobre 2026 è stato corretto sui rilievi del 2 ottobre 2026 (valutazione di V. Colcelli, versione corretta v2), che lo avevano confrontato con l'AI Act come modificato dal regolamento (UE) 2026/1744 e con gli orientamenti della Commissione. Un modello con rischio sistemico non può più perderlo con una risposta; chi modifica un modello con rischio sistemico ne eredita la presunzione; la soglia di modifica è quella del § 60, con il ripiego del § 61 quando il calcolo del modello originario non è noto; un calcolo che non si conosce si stima, invece di contare come «sotto soglia»; gli esiti dicono da quando si applicano gli obblighi e che cosa notificare.

Come lo gestisce il portale

I dati dello strumento sono un file JSON per lingua (04-modjur/ai/dati/04-test_gpai.it.json), importato il 1° ottobre 2026 con node-tools/uish/importa_strumenti.js — i testi dallo script delle pagine originali, eseguito in un ambiente isolato, la logica trascritta in forma dichiarativa — e corretto il 14 ottobre 2026: da allora il file è la sorgente, e reimportarlo cancellerebbe le correzioni. Che cosa scrive ogni risposta, gli smistamenti, gli esiti composti sono dati, con le condizioni scritte come dati (is, not, eq, in, has, all, any) e non come codice. Il PHP incorpora il JSON nella pagina, e il motore js/local/strumenti.js lo controlla (ogni nodo raggiungibile dalla prima domanda, ogni condizione scritta su variabili che lo stato dichiara) e lo percorre: a ogni risposta aggiorna lo stato, attraversa gli eventuali smistamenti e, all'esito, compone il testo dai blocchi le cui condizioni sono vere. Indietro ripristina lo stato salvato prima dell'ultima risposta.

Il test node-tools/test/uish/strumenti_test.js percorre tutti i 325 cammini e verifica che ciascuno arrivi a un esito completo, e su tutti controlla le proprietà che i rilievi hanno chiesto. Il 1° ottobre 2026 un confronto differenziale aveva percorso i cammini di allora anche nel JavaScript originale, nodo per nodo e testo per testo, senza trovare differenze: era la prova che la copia era fedele. Le correzioni del 14 ottobre la rendono diversa di proposito.

Il disegno

Il disegno lo genera node-tools/uish/grafi_decisioni.js dallo stesso JSON che usa la pagina, quindi non può divergere dal percorso vero: se il flusso cambia, si rigenera. Lo dispone js/common/flusso.js, il motore dell'editor dei diagrammi di flusso di PortLAB, con lo schema a livelli di Sugiyama, Tagawa e Toda (1981): ogni nodo sta sul livello del cammino più lungo che lo raggiunge, così nessuna freccia torna indietro; un arco che salta dei livelli passa per nodi fittizi, uno per livello; l'ordine dentro ogni livello segue il metodo del baricentro, che toglie gran parte degli incroci. Le risposte sono riquadri e non etichette sulle frecce perché le frecce che escono da un rombo si dividono i suoi lati, e con molte risposte le etichette finirebbero l'una sull'altra. Il flusso va da sinistra a destra: in questo verso i disegni di tutte le pagine occupano meno superficie.

K. Sugiyama, S. Tagawa, M. Toda, «Methods for visual understanding of hierarchical system structures», IEEE Transactions on Systems, Man, and Cybernetics 11(2), 109–125, 1981, doi:10.1109/TSMC.1981.4308636.

Keywords: GPAI, modello di IA per finalità generali, rischio sistemico, FLOP, AI Act, capo V, open source, Orientamenti C(2025) 7719

Moreno Comelli, Ugo Cortesi, Valentina Colcelli & Alessandra Langella, CNR-IFAC, 2022-2026


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