Indici di validazione

Indici statistici per la validazione del modello

Questa pagina descrive in dettaglio gli indici utilizzati nella validazione per confrontare i valori modellati con quelli osservati dalle centraline. Ogni indice misura un aspetto diverso dell'accordo modello-osservazioni (bias sistematico, errore, correlazione, capacità di riprodurre la variabilità, capacità di individuare i superamenti di soglia): per una valutazione robusta vanno letti insieme, non singolarmente.

Notazione. Per ogni coppia di valori allineati nel tempo: \( o_i \) = valore osservato, \( m_i \) = valore modellato, con \( i = 1 \dots n \) (numero di coppie valide). Le medie sono indicate con \( \bar o \) e \( \bar m \), le deviazioni standard con \( \sigma_o \) e \( \sigma_m \). Gli indici frazionali e normalizzati (NMB, NME, MFB, MFE) hanno senso solo per grandezze non negative (concentrazioni); per grandezze che cambiano segno usare gli indici "assoluti" (MB, MAE, RMSE, R, KGE, NSE).

1. Bias (errore sistematico)

Misurano la tendenza media del modello a sovrastimare (valore positivo) o sottostimare (valore negativo) le osservazioni. Valore ottimale: 0.

MB — Mean Bias

Intervallo: \( (-\infty, +\infty) \) · Ottimale: 0 · Unità: come la grandezza.

Bias medio nelle unità fisiche del fenomeno. È il più immediato da interpretare ma dipende dalla scala: utile soprattutto per concentrazioni basse, dove gli indici percentuali diventano instabili.

NMB — Normalized Mean Bias

Intervallo: \( (-100, +\infty) \) (%) · Ottimale: 0 · Solo grandezze positive.

Bias normalizzato sulla somma delle osservazioni: esprime in percentuale la sovra/sottostima complessiva. È il riferimento tipico per la valutazione normativa (es. media annuale di NO2).

MFB — Mean Fractional Bias

Intervallo: \( [-200, +200] \) (%) · Ottimale: 0 · Solo grandezze positive.

Bias frazionale simmetrico e limitato: pesa allo stesso modo sovrastime e sottostime ed è robusto rispetto agli outlier e alle distribuzioni asimmetriche. Raccomandato dalle linee guida EPA (Boylan & Russell, 2006) per il particolato, con soglia di accettabilità \( |\mathrm{MFB}| < 60\% \).

Esempio interattivo — bias

2. Errore (accuratezza)

Misurano l'entità degli scarti, indipendentemente dal segno. Valore ottimale: 0. RMSE penalizza di più gli errori grandi (picchi).

MAE — Mean Absolute Error

Intervallo: \( [0, +\infty) \) · Ottimale: 0 · Unità: come la grandezza.

Errore assoluto medio: l'errore "tipico" in unità fisiche. Più robusto dell'RMSE rispetto ai valori anomali.

RMSE — Root Mean Square Error

Intervallo: \( [0, +\infty) \) · Ottimale: 0 · Unità: come la grandezza.

Radice dell'errore quadratico medio: per la quadratura pesa molto gli scarti grandi, quindi è sensibile alla capacità del modello di riprodurre i picchi. Vale sempre \( \mathrm{RMSE} \ge \mathrm{MAE} \).

CRMSE — Centered RMSE

Intervallo: \( [0, +\infty) \) · Ottimale: 0 · Unità: come la grandezza.

RMSE "centrato", cioè depurato dal bias medio: isola l'errore di forma/ampiezza (fase e variabilità) da quello di livello assoluto. È la quantità rappresentata sui diagrammi di Taylor.

NME — Normalized Mean Error

Intervallo: \( [0, +\infty) \) (%) · Ottimale: 0 · Solo grandezze positive.

Errore assoluto medio normalizzato sulle osservazioni: il MAE espresso in percentuale, confrontabile tra inquinanti di scala diversa.

MFE — Mean Fractional Error

Intervallo: \( [0, 200] \) (%) · Ottimale: 0 · Solo grandezze positive.

Errore frazionale simmetrico, controparte "in modulo" dell'MFB. Raccomandato dall'EPA per il PM con soglia \( \mathrm{MFE} < 75\% \).

Esempio interattivo — RMSE vs MAE

3. Correlazione (associazione)

Misurano quanto modello e osservazioni "si muovono insieme" nel tempo, indipendentemente da bias e scala. Valore ottimale: 1.

R — Coefficiente di correlazione di Pearson

Intervallo: \( [-1, +1] \) · Ottimale: +1 · Adimensionale.

Misura la forza della relazione lineare. Non vede né il bias né la differenza di ampiezza: un modello può avere \( r=1 \) pur essendo traslato o scalato. Va quindi sempre accompagnato da un indice di bias e da uno di variabilità.

R² — Coefficiente di determinazione

Intervallo: \( [0, 1] \) · Ottimale: 1 · Adimensionale.

Quadrato di Pearson: frazione della varianza delle osservazioni spiegata linearmente dal modello (es. \( R^2 = 0.8 \) → 80% della variabilità). È ridondante con R, quindi di norma non viene pesato nello score, ma resta selezionabile.

Spearman — Correlazione di rango

È il coefficiente di Pearson calcolato sui ranghi dei dati (\( R_{o_i} \) e \( R_{m_i} \)): misura l'associazione monotòna (non solo lineare) ed è robusto rispetto a outlier e distribuzioni asimmetriche.

Intervallo: \( [-1, +1] \) · Ottimale: +1 · Adimensionale.

Solo in assenza di ranghi ripetuti (nessun valore uguale) si riduce alla forma compatta \( \rho = 1 - \dfrac{6\sum_i d_i^{\,2}}{n\left(n^2-1\right)} \), con \( d_i = R_{o_i}-R_{m_i} \). Il calcolo effettivo usa la definizione generale, corretta per i ranghi ripetuti (ties), non l'approssimazione. Utile dove la relazione è non lineare (es. SO2, O3, NOx).

MI — Mutual Information (informazione mutua)

Misura la dipendenza generale tra osservato e modello, anche non lineare e non monotòna: quanta incertezza su una variabile si riduce conoscendo l'altra. A differenza di R e Spearman, coglie qualsiasi forma di relazione.

Intervallo: \( [0, +\infty) \) · Ottimale: massima · In nat (logaritmo naturale).

Stimata con un istogramma 2D delle due serie: vale 0 se osservato e modello sono indipendenti e cresce con la dipendenza. Attenzione: misura la dipendenza, non l'accordo — resta alta anche per un modello fortemente distorto o anti-correlato (ignora bias e scala) e non è normalizzata. Per questo in UISH ha peso 0: è prevista come diagnostico di dipendenza non lineare per altri progetti.

Esempio interattivo — correlazione (R, R², Spearman, MI)

4. Efficienza (skill score complessivi)

Indici sintetici che combinano più aspetti in un unico punteggio. Valore ottimale: 1.

IOA — Index of Agreement (Willmott)

Intervallo: \( [0, 1] \) · Ottimale: 1 · Adimensionale.

Misura l'accordo complessivo normalizzando l'errore quadratico rispetto alla massima differenza possibile. \( d=1 \) accordo perfetto, \( d=0 \) nessun accordo.

KGE — Kling-Gupta Efficiency

Intervallo: \( (-\infty, 1] \) · Ottimale: 1 · Adimensionale.

Scompone esplicitamente la performance in tre componenti — correlazione \( r \), bias \( \beta \) e variabilità \( \gamma \) — e le combina. È uno skill score molto informativo: un valore basso indica subito quale delle tre componenti è carente.

NSE — Nash-Sutcliffe Efficiency

Intervallo: \( (-\infty, 1] \) · Ottimale: 1 · Adimensionale.

Confronta l'errore del modello con la variabilità delle osservazioni. \( \mathrm{NSE}=1 \) modello perfetto; \( \mathrm{NSE}=0 \) il modello vale quanto usare semplicemente la media osservata; \( \mathrm{NSE}<0 \) il modello è peggiore della media.

Esempio interattivo — KGE / NSE

5. Regressione e variabilità (diagnostici)

Grandezze di supporto: non entrano di norma nel punteggio pesato ma aiutano a interpretare gli altri indici (sono usate nello scatter plot e nel diagramma di Taylor).

Pendenza e intercetta (regressione lineare)

Pendenza \( a \) ottimale: 1 · Intercetta \( b \) ottimale: 0.

Retta di regressione del modello sulle osservazioni. La pendenza \( a \) indica un errore proporzionale (di scala/ampiezza), l'intercetta \( b \) un errore costante (offset). Idealmente \( a=1 \) e \( b=0 \).

Deviazioni standard e loro rapporto

Rapporto \( \sigma_m/\sigma_o \) ottimale: 1.

Misurano la variabilità di osservazioni e modello. Il rapporto delle deviazioni standard dice se il modello riproduce l'ampiezza delle fluttuazioni: >1 il modello è troppo "mosso", <1 troppo piatto. È una delle coordinate del diagramma di Taylor.

6. Indici categorici su soglia

Non valutano il valore continuo ma la capacità del modello di individuare gli eventi, cioè i superamenti di una soglia \( \tau \) (es. un limite normativo). Si costruiscono dalla matrice di contingenza che classifica ogni istante secondo soglia osservata e modellata:

Osservato \( \ge \tau \)Osservato \( < \tau \)
Modello \( \ge \tau \)\( a \) — hit\( b \) — falso allarme
Modello \( < \tau \)\( c \) — mancato allarme\( d \) — corretto negativo

POD — Probability of Detection

Intervallo: \( [0, 1] \) · Ottimale: 1.

Frazione di eventi reali correttamente individuati dal modello (tasso di rilevazione). Non penalizza i falsi allarmi: va letto insieme al FAR.

FAR — False Alarm Ratio

Intervallo: \( [0, 1] \) · Ottimale: 0.

Frazione di allarmi del modello che si rivelano falsi. Da solo può essere "barato" non allarmando mai: complementare al POD.

CSI — Critical Success Index

Intervallo: \( [0, 1] \) · Ottimale: 1.

Combina hit, falsi allarmi e mancati allarmi in un unico punteggio (ignora i corretti negativi \( d \), spesso numerosissimi). Buon riassunto della qualità di detection degli eventi.

HSS — Heidke Skill Score

Intervallo: \( (-\infty, 1] \) · Ottimale: 1 · \( 0 \) = nessuna abilità.

Misura l'abilità del modello rispetto a una previsione casuale: \( \mathrm{HSS}=1 \) detection perfetta, \( \mathrm{HSS}=0 \) equivalente al caso, \( \mathrm{HSS}<0 \) peggiore del caso. Tiene conto anche dei corretti negativi.

Nota: gli indici categorici dipendono dalla soglia \( \tau \) scelta (di norma un valore limite normativo) e sono calcolati nel backend; nella pagina di validazione si seleziona il riferimento di soglia.

Esempio interattivo — indici categorici su soglia

7. Indici di esposizione e decomposizione dell'errore

Indicatori derivati usati nei grafici più recenti della pagina di validazione: gli indici normativi di esposizione all'ozono (confrontati modello vs misure) e la scomposizione dell'RMSE in parte sistematica e stocastica.

SOMO35 — Sum of Ozone Means Over 35 ppb

Unità: µg/m³·giorni · Ottimale (per il confronto): modello = osservato.

Somma annua degli eccessi del massimo giornaliero della media mobile su 8 ore (\( \mathrm{MDA8} \)) sopra 70 µg/m³ (≈ 35 ppb). È l'indicatore sanitario di riferimento per l'esposizione cronica all'ozono. Essendo un indice cumulato sulle code alte della distribuzione, amplifica i bias sistematici del modello sui picchi.

AOT40 — Accumulated Ozone exposure over Threshold 40 ppb

Unità: µg/m³·h · Finestra: ore 8–19, maggio–luglio.

Somma degli eccessi orari sopra 80 µg/m³ (≈ 40 ppb) nelle ore di luce del periodo di crescita vegetativa: è l'indicatore di protezione della vegetazione (Dir. 2008/50/CE). Il confronto modello-osservato dice se il modello è affidabile per gli usi regolatori.

Decomposizione dell'errore (Willmott)

Vale \( \mathrm{RMSE}^2 = \mathrm{RMSE}_s^2 + \mathrm{RMSE}_u^2 \).

Dalla regressione lineare \( \hat m_i = a + b\,o_i \), la parte sistematica \( \mathrm{RMSE}_s \) misura l'errore spiegato dalla retta (riducibile con una calibrazione/bias-correction), la parte stocastica \( \mathrm{RMSE}_u \) la dispersione residua attorno ad essa (legata a fisica e risoluzione del modello). Sapere quale domina indica la strada di miglioramento più efficace.

Episodi (stratificazione)

Oltre alle partizioni temporali (stagione, ora, mese…), le metriche sono calcolate anche sui soli episodi di picco dell'osservato: day_p90 (ore dei giorni con media giornaliera > P90), hour_p90 (ore con valore > P90 orario) e exceed (superamenti della soglia normativa). Il confronto con le metriche su tutti i dati mostra quanto la qualità del modello degrada proprio negli episodi rilevanti per la salute e per i limiti di legge.

Keywords: validazione, metriche, statistica, bias, RMSE, correlazione, KGE, NSE, Pearson, Spearman, indici

Moreno Comelli, Ugo Cortesi, Valentina Colcelli & Alessandra Langella, CNR-IFAC, 2022-2026