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Valori di riferimento e limiti

Questa pagina raccoglie i valori con cui si confrontano le concentrazioni misurate e stimate: i limiti dell'Unione europea, il decreto che li recepisce in Italia e le linee guida dell'Organizzazione mondiale della sanità. Non sono scritti nella pagina: vengono dal database, e ogni valore porta con sé l'atto che lo stabilisce.

Un limite non è un numero

È l'equivoco da togliere di mezzo per primo. Dire che «il limite del biossido di azoto è 40» è incompleto al punto di essere inutilizzabile: 40 µg/m³ è la media annuale, mentre sulla singola ora il limite è 200 µg/m³, e si può superare fino a diciotto volte l'anno senza essere fuori norma.

Un valore di riferimento è quindi sempre una quaterna:

  • il valore, con la sua unità;
  • il periodo di mediazione — dieci minuti, un'ora, otto ore, un giorno, l'anno civile — perché confrontare una media annuale con una misura oraria non significa niente;
  • i superamenti ammessi per anno civile, che distinguono «non si deve mai superare» da «si può superare diciotto volte»;
  • la natura giuridica: un valore limite è vincolante, un valore obiettivo va perseguito ove possibile, una soglia di informazione fa scattare un avviso alla popolazione, un livello critico protegge la vegetazione e non le persone. Metterli sulla stessa scala di colore sarebbe fuorviante.

I quattro riferimenti

RiferimentoNatura Che cosa aspettarsi
Direttiva 2008/50/CEvincolante, vigente Il regime in forza fino al 12 dicembre 2026. È il metro con cui si giudica la conformità oggi.
D.Lgs. 155/2010vincolante, vigente Recepisce la direttiva in Italia. I valori limite coincidono, ma le soglie di allarme no: 500 µg/m³ per il biossido di zolfo e 400 per quello di azoto, contro i 350 e 200 della direttiva nuova.
Direttiva (UE) 2024/2881vincolante, futuro Due serie di valori, una da raggiungere entro l'11 dicembre 2026 e una entro il 1° gennaio 2030. La seconda dimezza quasi tutto.
Linee guida OMS 2021non vincolante Raccomandazioni sanitarie, più severe di qualunque norma. Oltre al livello guida definiscono quattro obiettivi intermedi, pensati per i paesi che partono da livelli molto alti.
Le due discordanze da conoscere. La prima è quella delle soglie di allarme fra decreto italiano e direttiva nuova, appena vista: sono due regimi diversi, non un errore, e il decreto resta quello che vincola finché il recepimento non lo sostituisce. La seconda è che l'OMS raccomanda per il PM2,5 una media annuale di 5 µg/m³ mentre la norma vigente ne consente 25: un fattore cinque. Non è una contraddizione — la norma pesa anche la fattibilità, la linea guida no — ma va detto quale dei due si sta usando.

Consulta i valori

I filtri sono i tre che rendono confrontabile ciò che altrimenti non lo è — specie, riferimento, periodo di mediazione — più la natura del valore e il bene protetto. Gli obiettivi intermedi dell'OMS restano nascosti per difetto: sono cinque righe per specie e coprono il livello guida, che è quello che conta.

SpecieRiferimentoPeriodoNatura ValoreCondizioni

La scala di colore che ne deriva

Le mappe di UISH, isolinee e aree colorate, usano per ogni specie una scala fissa: dieci soglie che dividono le concentrazioni in undici classi, dal voto 0 al voto 10. Le soglie stanno nella tabella air_quality.tbl_limits del database, la stessa dei programmi che tracciano le isolinee, e la tabella qui sotto le legge da lì; i riferimenti accanto vengono dai valori normativi della tabella più in alto. La spaziatura è quasi logaritmica: fitta in basso, dove cade la gran parte dei valori, larga in alto, dove gli episodi sono rari.

Ci sono solo le specie che il modello produce: benzene, monossido di carbonio e ossidi di azoto si misurano nelle centraline ma non hanno mappe, e quindi nemmeno una scala.

Per confronto, ecco la scala che si otterrebbe usando come soglie i soli valori della specie e del riferimento scelti nei filtri. Cambiando riferimento si ricostruisce da sé, ed è la ragione per cui vale la pena tenere le soglie in una tabella anziché nel codice. I valori normativi però sono pochi e distanti fra loro, e su una mappa userebbero poche classi: per questo la scala delle mappe ne ha undici.

Resta una scelta che i dati non possono fare al posto nostro: per alcune specie il riferimento non definisce un valore annuale. L'ozono, per esempio, si valuta sulla massima media giornaliera su otto ore e sul picco stagionale, non sull'anno. Quando serve una singola concentrazione caratteristica per specie — come nella pagina di validazione, dove fa da metro agli errori espressi in µg/m³ — per l'ozono si adottano i 60 µg/m³ del picco stagionale dell'OMS: è il valore che descrive meglio il livello attorno a cui l'ozono si muove nella stagione in cui conta.

I testi ufficiali

Ogni valore di questa pagina è stato letto dal testo dell'atto, non da una tabella riassuntiva di terzi. I documenti sono qui:

Della direttiva 2008/50/CE non è pubblicato qui il testo: i suoi valori coincidono con la tabella 2 dell'allegato I della direttiva nuova, che li ripropone come traguardo all'11 dicembre 2026, e la coincidenza è stata usata come controllo incrociato. Il testo integrale è su EUR-Lex.

Keywords: valori limite, limiti normativi, soglia di allarme, soglia di informazione, livello critico, linee guida OMS, direttiva 2024/2881, direttiva 2008/50, D.Lgs. 155/2010, obiettivo intermedio, superamenti, periodo di mediazione

Moreno Comelli, Ugo Cortesi, Valentina Colcelli & Alessandra Langella, CNR-IFAC, 2022-2026


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